Oggi ero all'Università la Sapienza di Roma.
Ho incontrato moltissimi studenti; molti hanno avuto reazioni significative di fronte al materiale elettorale che distribuivo.
In particolare sono stati davvero tanti i giovani che prendevano i miei pieghevoli con l'aria di chi avrebbe gettato quel pezzo di carta dopo pochi metri, senza neanche leggerlo. Quando dicevo: "sono io!" i loro occhi si illuminavano. C'è chi mi ha detto: "Allora lo leggo, stavo per buttarlo!".
Anche io sono stato studente proprio in quell'università, anche io sono stato fermato tante volte da persone che distribuivano volantini o santini per le elezioni. Anche io ho fatto volantinaggio per i candidati che sostenevo. Ma non so quante volte ho incontrato un candidato al Comune disposto a mettersi in gioco in mezzo alla strada, senza affidarsi ai giovani della sezione di partito o a ragazzetti ingaggiati per fare volantinaggio. Ho scelto di espormi in primo piano anche per poter rispondere alle domande che io mi sono fatto tante volte, perchè sono un elettore oltre che un candidato, con l'esigenza di guardare in faccia gli uomini e le donne che mi si propongono.
In una Roma europea, un candidato non è solo un santino elettorale.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento