domenica 12 luglio 2009

Il Pd e il presunto stupratore seriale.

No non si può fare di un’erba un fascio. E’ per questo che ritengo a dir poco fuori luogo le parole del senatore Ignazio Marino sul legame presente tra “una questione morale enorme presente nel Pd” scaturite dopo la cattura del presunto stupratore seriale, Luca Bianchini. Il quale come riportato nel post precedente ho avuto modo di conoscere personalmente, come tanti altri del resto, per via della carica di coordinatore di circolo del Pd Torrino da lui ricoperta. Nel Pd ci sono tantissimi volontari che mettono a disposizione il loro tempo libero per dedicarsi al bene comune. E se può essere accaduto che qualcuno abbia abusato del suo potere per fini personali questo non ha nulla a che vedere con i reati di cui è accusato Luca Bianchini. Il profilo di questa persona, se dovessero essere confermate le accuse, rientra nella più classica delle classiche scissioni di personalità. Insomma un altro caso alla Dr. Jeckyll e Mr. Hyde. Ecco perché le parole di Marino, persona che ho potuto conoscere di persona e che gode della mia massima stima, risultano del tutto inopportune. Certo quella condanna risalente al 1997 per tentato stupro e lesioni poteva far scattare qualche campanello di allarme. Comunque sia anche nelle sfide congressuali più importanti e dure si dovrebbe mantenere quel senso della misura che da tempo ormai tutti invocano ma che nessuno realmente sembra osservare. Comprensibili e anche prevedibili quindi le condanne delle parole del senatore chirurgo provenienti da molti esponenti del Pd.

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