lunedì 18 gennaio 2010

Casini: M'ama o non m'ama?

L’Udc è l’ago della bilancia? Forse. Ma sembra pendere molto più da una parte che dall’altra. Il sogno di Casini piano piano potrebbe anche avverarsi. Sì perché la politica che doveva essere dei due forni sembra poter diventare quella di un forno solo, quello del centro sinistra. Con il niet di Berlusconi all’alleanza con l’Udc anche in molte regioni dove l’accordo sembrava fatto, rischiano di andare a gambe per aria. Nel Lazio ad esempio è stato proprio il leader locale del partito di Casini a metter in guardia la candidata del centrodestra, vicina a Fini, Renata Polverini, “senza l’Udc la Polverini rischia” ha dichiarato in un comunicato Ciocchetti, rispondendo così al forzista del Pdl Giro che nel pomeriggio aveva chiosato: “L'accordo con l'Udc nel Lazio è illogico, occorre appellarsi alla coerenza politica e fare aggiustamenti nel Lazio”. Ma a gettare benzina sul fuoco aveva cominciato Sandro Bondi sulla Stampa: “Il mio sospetto è che l'Udc nasconda decisioni già assunte, cioè la volontà di stipulare alleanze organiche con la sinistra”. E non ci era andato leggero neanche il Ministro delle Infrastrutture su Repubblica: “Intese solo su nostri candidati. Il Lazio? Se ci ripensano fatti loro. Non si può aprire una trattativa con il partito di Casini intenzionato a proseguire con la politica del doppio forno”. E sarà proprio questa la proposta che Altero Matteoli porterà mercoledì all'ufficio di presidenza del Pdl. Ma per Matteoli non è tutto, “siano Pdl e Lega – ha aggiunto - a decidere le candidature. Se poi Casini condividerà candidato e programma allora potrà appoggiarci, ma non potrà concorrere alla scelta”.
Matteoli ha parltoa di un'alleanza nel Lazio che è “cosa fatta”. Se l'Udc dovesse ripensarci, ha detto a Repubblica, “sarà un problema suo”. In Calabria invece il possibile appoggio del Pd a un candidato dell'Udc 'e' una svolta delle ultime ore, perché lì sembrava esserci un'intesa dei centristi con Scopelliti”.
Ma non sono soltanto il Lazio e la Calabria ad innervosire gli esponenti del Pdl. Perché anche in Campania un eventuale accordo tra l’Udc e il centro sinistra rischierebbe di tenere lontano ancora per un po’ il centro destra dal governo della regione. Per il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, infatti “sarebbe paradossale che l’Udc non venisse con noi a concorrere nel cambiamento”. “E' stato con noi all'opposizione per tanto tempo – ha aggiunto Cosentino - adesso è con noi al governo nelle province, mi dispiace questa politica ancora ambigua. Diciamo loro fate presto, altrimenti le porte dell'alleanza sono chiuse”. E lo stesso Stefano Caldoro, candidato Pdl alla presidenza della Regione Campania, nella sua prima conferenza stampa ha rivolto un appello al partito di Casini: “Chiamiamo gli alleati alla coerenza”. In merito alle alleanze per Caldoro il punto di partenza sarà “l'accordo programmatico costruito nell' ultima competizione elettorale e che ci ha consentito di governare l'80 per cento dei cittadini. E soprattutto – ha concluso - chiama in causa la coerenza”. Insomma, se l’Udc dovesse effettivamente appoggiare tutti i candidati del centro sinistra e restare con il Pdl soltanto in Lombardia e Veneto, per il centrodestra queste regionali potrebbero trasformarsi in un vero e proprio incubo.

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