martedì 17 giugno 2008

E' tutto bloccato

Scusate per la latitanza, ma sono stato un po' impegnato negli ultimi tempi. Tuttavia, vorrei esprimervi in qualche riga il mio disappunto e la mia delusione per la "nuova" classe dirigente che, a vari livelli, è stata eletta agli incarichi istituzionali più importanti del Paese, ma anche agli scranni più alti della nostra città.
Dopo lo tsunami del 14 aprile scorso che ha cambiato il volto del Parlamento, almeno per come eravamo stati abituati a vederlo negli utlimi anni, avevo, in cuor mio, sperato che forse con una maggioranza parlamentare così vasta e coesa qualche cambiamento sarebbe stato possibile. Così come auspicavo che con la nuova maggioranza capitolina alcuni cambiamenti più o meno rilevanti potessero essere avviati nella nostra città. Invece, no. Berlusconi sembra essere attanagliato dall'iniziativa leghista che non gli consente, incredibile ma vero, di avviare quella stagione di dinamismo riformatore per cui forse il Cavaliere vorrebbe essere ricordato prima di tentare la scalata al Colle più alto di Roma. Sembrerebbe, infatti, che sulla delicata partita di Alitalia, in cui una parte di risanamento della compagnia era stato individuato nella riduzione dei traffici da Malpensa, la Lega stia imponendo un ripensamento in nome del solito "diritto del Nord". Non manca naturalmente su questo l'appoggio del sindaco di Milano, Letizia Moratti e del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Su tutt'altro fronte, invece, ovvero sull'introduzione del reato di immigrazione clandestina, Berlusconi, dopo aver subìto i richiami dell'Ue che facevano presagire un ripensamento su quel provvedimento, ha dovuto cedere all'intransigenza leghista e mantenre la misura che comparirà nel decreto sicurezza in uno dei prossimi Consigli dei Ministri. Il diaologo sulle riforme tra maggioranza e opposizione dopo gli idilli della campagna elettorale sembra un lontano ricordo. Per non parlare di Pd e Pdl: il primo approdato definitivamente nelle sabbie mobile della discussione sulla collocazione internazionale e il secondo in preda ad una crisi di crescita, incapace di fondere i du ex partiti An e Fi.
Infine, Alemanno. Dopo aver fatto gioire tutti i romani, stanchi stanchi e stanchi di prendere multe con il provvedimento che ha sospeso per un giorno il pagamento dei parcheggi sulle strisce blu, il neo eletto sindaco missino scalatore del K2 ha cominciato a rimangiarsi alcune promesse elettorali. Come ad esempio quella di togliere i sanpietrini da via nazionale, misura che gli aveva fatto capitalizzare i voti di tutti i possessori di due ruote ancora incerti al momento del voto. Ma a parte questo il nuovo sindaco sembra titubare di fronte al da farsi e forse è un bene visto che la sua indecisione per ora ha prodotto un giusto e auspicato ripensamento sull'abbattimento dell'Ara Pacis. Comunque sia questa città continua ad apparire immobile e soprattutto in mano a una classe didirgente che non ha idee per il suo sviluppo economico, culturale e urbanistico. Insomma nulla si muove, come sempre né per il Paese né per Roma.

Nessun commento: