sabato 5 luglio 2008

PS: CONGRESSO; SU ALLEANZE E AUTONOMIA SI GIOCA FUTURO

Di seguito pubblico il pezzo dell'inviata dell'Ansa, Yasmin Inangiray

MONTECATINI TERME, 4 LUG - Dopo la sconfitta elettorale con l'addio agli scranni del Parlamento e insieme le dimissioni di Enrico Boselli, i socialisti si danno appuntamento al Congresso nazionale per tornare ufficialmente sulla scena politica nazionale.
Seduti in prima fila tutti gli esponenti che hanno fatto la storia del partito in questi mesi: c'e' appunto Enrico Boselli, il segretario uscente che oggi non interviene, ci sono Gavino Angius e Bobo Craxi.
I delegati del congresso devono decidere non solo la linea da tenere in futuro ma scegliere a chi affidare la guida del partito nel cammino difficile per superare la china. Prima di aprire i lavori, si rende omaggio all'ultimogenita Di Pietro Nenni, Luciana, appena scomparsa: a ricordare la figlia del grande statista socialista ci pensano le note dell'Internazionale suonate con il violino. Il pomeriggio prosegue poi con la presentazione delle mozioni, all'origine tre. Ma poi la mozione uno decide di appoggiare la candidatura di Riccardo Nencini, gia' supportato dalla terza mozione.
In primo piano c'e' dunque il futuro del partito e contemporaneamente la definizione delle alleanze. Uno degli appuntamenti piu' attesi e' l'intervento del segretario del Pd Walter Veltroni previsto per domani. L'ipotesi di riallacciare un dialogo con le forze riformiste piace a Nencini che pero' invita Veltroni 'a sciogliere l'apparentamento che altrimenti risulterebbe letale' con l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. L'obiettivo di un nuovo campo riformista va di pari passo con 'la rivendicazione di un'autonomia e dell'identita'', due elementi che per Nencini sono 'irrinunciabili'.
Occhi puntati sul Partito Democratico e le sue strategie ma porte aperte anche all'Udc di Casini con cui, spiega il presidente del consiglio regionale della Toscana va aperto 'un dialogo che non si fermi alle riforme istituzionali'.
Sul futuro del partito Nencini, dato in pole position per la successione di Boselli alla segreteria, ha le idee molto chiare: 'Sara' un partito federale e leggero e avra' gruppi dirigenti profondamente rinnovati'.
Piu' critico invece l'approccio dell'altra candidata alla segreteria del partito, Pia Locatelli. Per l'eurodeputata del Pse 'i riformisti italiani sono plurali, devono essere riconosciuti e rispettati, io non vedo - dice pensando ai problemi del Paese - nel gruppo dirigente del Pd uno sforzo di comprensione'.
Un invito poi alla platea: 'Guardate, pur avendo ben chiari tutti i nostri limiti dico che non vedo come la nostra debolezza e il contenuto dei nostri valori potrebbe trovare spazio nel Pd.
Per unire - avverte Locatelli - occorre prima sapere di chi e con chi stiamo parlando, per federare - aggiunge ancora - occorre prima distinguere'.
Dunque un ultimo avvertimento: 'Una cosa sono gli accordi di governo e elettorali altra cosa - spiega ancora - sono i 'pateracchi' che mescolano identita', storie e scelte diverse'.

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