mercoledì 25 giugno 2008
Il Partito che non c'è
Ieri, al cinema Farnese, si è svolto il battesimo dell'Associazione Red (Riformisti e Democratici), un'occasione per affermare la presenza, in Parlamento e sul territorio, di una rete di personalità importanti e rappresentative della sinistra italiana e non solo, vista anche la presenza di personalità del mondo ex popolare, oggi in forze nel Partito Democratico. A fare da padrone di casa c'era lex Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema insieme all'ex Ministro dell'Agricoltura Paolo Di Castro e l'ex Ministro della Salute, Livia Turco. Per me è stata l'occasione per rivedere amici e compagni di sempre e con cui non ho mai perso il contatto visto che questo è il paese in cui viviamo e che la parte politica in cui militiamo da anni resta quella della sinistra di governo. C'erano in quella sala affollata e accaldata molte delle personalità che di più hanno detto e fatto per la sinsitra che c'è, e che più di tutti ne hanno rappresentato le istanze in questi ultimi 15 anni. Certo non si può dire però che tutta la sinistra di governo fosse lì, né che vi fossero tutte le anime di quel rifomismo della sinistra che da anni non trova una casa comune in cui militare. E' stato però un sommovimento di una parte reale e strutturata del centro sinistra italiano, forse un po' stanca di andare "oltre" e determinata a dare battaglia sui contenuti, attraverso quella rete di competenze ed eccellenze costruita in questi anni dalla Fondazione ItalianiEuropei. In un paese come questo, e in un partito che al momento ancora esiste solo in parlamento, ma anche in molte altre amministrazioni locali, come il Partito Democratico non è certo cosa da poco. Il Partito socialista dovrà confrontarsi con queste e altre realtà della sinistra di governo se vorrà dare il suo apporto alla ricostruzione di questa parte politica. Bisogna ripartire dai problemi reali del Paese e dei suoi cittadini attraverso serrate analisi della società italiana e dei fenomeni che la coinvolgono e che ne condizionano l'avvenire. Soltanto così la sinistra potrà tornare in sintonia con larghe parti dell'Italia reale. Questo è il compito che attende tutti i riformisti di sinistra in Italia e da qui non si può fuggire. Il lavoro che ci attende dovrà servire a costruire quel partito che ancora non c'è, una forza in grado di rappresentare le migliori culture del riformismo italiano di sinistra, da quello di matrice comunista a quello socialista, insieme al pensiero liberaldemocratico ed ambientalista; un partito in grado di mettere in campo una nuova classe dirigente, possibilmente estranea alle dinamiche degli ultimi 15 anni e disposta a confrontarsi con tutti per restituire ai cittadini italiani una speranza per il loro futuro e per quello dei propri figli.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

1 commento:
Un'adunata di illustri "ex" per un partito che non c'è...
cazzo che allegria, ragazzi! sinistra anno zero, veramente...
poi non ho mai capito quale utilità sociale abbiano queste fondazioni...in Germania le fondazioni dei partiti finanziano decine di borse di studio all'anno, ma queste?
Mah, sono Kazzy Days, Nicò...
Matteo L
Posta un commento