Quando le cose vanno male a sinistra c’è sempre un colpevole: Massimo D’Alema.
E purtroppo anche a Red Tv ci si sta incagliando in questo vizio ormai ventennale di questa martoriata parte politica. A cercare di tirare per la giacca il Presidente della Fondazione Italiani Europei non è stata né la redazione né la società bensì il Vice Direttore Mario Adinolfi che, giustamente preoccupato per i 14 lavoratori della testata che da lunedì 1° marzo saranno in cassa integrazione, ha richiamato l’attenzione, forse con toni un po’ alti, tirando in ballo anche Massimo D’Alema per l’appunto e chiedendogli di assumersi le sue responsabilità nei confronti dell’azienda a lui riconducibile. Richiesta tecnicamente errata, ma tant’è. Si sa che una parte di giornalismo italiano preferisce scriver cose verosimili anziché vere. Non c’è da stupirsi che la grande stampa si sia gettata a pesce su questa succulenta vicenda mentre aveva sottaciuto completamente un comunicato del Comitato di Redazione di Red Tv che denunciava il silenzio proprio dei grandi giornali sull’eliminazione del diritto soggettivo da parte del governo che garantiva l’esistenza delle testate di partito, cooperative e di tante altre iniziative editoriali minori. Ma questo naturalmente non importa, la colpa è sempre di Massimo D’Alema.
In realtà infatti sarebbe giusto ricordare che la nascita di Red Tv, sorta dall’esperienza di Nessuno Tv, è stata possibile proprio grazie all’intervento e all’interessamento della Fondazione Italiani Europei. Grazie a quell’impegno professionisti del calibro di Lucia Annunziata, Ritanna Armeni, Oscar Giannino, Marco Damilano e tanti altri, hanno dato gratuitamente il loro contributo procurando ulteriore qualità e ulteriore visibilità alla testata. Inoltre va aggiunto che questo rilancio fu in realtà un salvataggio perché il governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi aveva deciso che per abbattere i costi della politica bisognava privare l’allora Nessuno Tv del diritto soggettivocon il decreto legge 31 dic 2007 n. 248. Questi sono i fatti e credo che sia giusto ricordarli. Certamente in queste settimane la Fondazione e l’azienda hanno fatto tutto ciò che era in loro potere per evitare la chiusura di Red Tv. Sarebbe opportuno adesso cercare di dare ciascuno il proprio contributo per cercare una soluzione positiva per tutti. Per i 14 lavoratori che rischiano la cassa integrazione e per tutti i collaboratori che già stanno a casa senza neanche la copertura degli ammortizzatori sociali. Proseguiamo la battaglia per la riforma del settore e chiediamo un impegno in più a tutti coloro che ci possono dare una mano compresi quei grandi giornalisti esterni alla testata che hanno reso importante l’esperienza di Red Tv nell’ultimo anno. Non tiriamoci indietro ma soprattutto: non facciamoci del male.
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2 commenti:
"Scusatemi un attimo, questi sono i ragazzi che faccio divertire..." (Massimo D'alema rivolto alle agenzie mentre un giornalista di Red Tv lo stava intervistando fuori dalla presentazione di "Liberi Nantes Football Club")
Si, la colpa questa volta è di Max. Che se vuole delegare è meglio che prima si informi sulle capacità dei delegati.
L'incompetenza a volte incontra la dignità.
E ne nasce la lotta.
Ma davvero non avete ancora capito quello che è successo?
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